
Come mandati in missione, girovaghiamo per la città … approfittando della luce del giorno e del buio della sera…portiamo “presenza” …è come se vivessimo a un livello parallelo a quello “reale”…a quello circostante… a volte intromettendoci, ma sempre con assoluto rispetto, senza alterare, contaminare…
In alcuni momenti siamo visibili suscitando curiosità e attirando l’attenzione come al bar, alla fermata dell’autobus.. qualcuno si ferma a guardarci, chiedendosi cosa succede, stupiti, altri imbarazzati passano veloci, timorosi di essere immortalati dalla cinepresa… … …
Come sul fiume , dove chi è lì per correre si blocca improvvisamente, non appena si accorge di essere nel mezzo della scena…
In altri momenti invece siamo come fantasmi,in luoghi nascosti, dove regna sovrano il silenzio e il vento che arriva dal Garda o in luoghi non luoghi, come il cavalcavia, normalmente dato per scontato, non considerato se non per la sua utilità “di passaggio”, un bruco in plexiglass, afoso e quasi clastrofobico, ma che come tutti i posti fin’ora scovati, un pò anche per la necessità dovuta all’attesa, riusciamo a farlo “nostro” adattandoci a lui, rendendolo famigliare e intimo, permettendoci di continuare a condividere momenti….
In ogni “dove” lasciamo un segno, un “nostro segno” ….che al momento esiste solo per “noi” e per ciascuno di noi!
as