venerdì 27 luglio 2007

incessantemente
















ora il campo è abitato. i ragazzi giocano a pallone.
nicola passa all'interno della partita.
luglio col bene che ti voglio.
a

martedì 17 luglio 2007

"Su su... svelti eh, svelti, veloci... Piano, con calma. Non v'affrettate,eh.
Poi non scrivete subito poesie d'amore, eh! Che sono le più difficili
aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni eh... Scrivetele su un altro
argomento, che ne so su... su... il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra, eh?
Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro!
Cos'è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia
sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle!
A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola!
Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c'ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa...
Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!
Innammoratevi! Se non vi innammorate è tutto morto! Morto, tutto è... Vi dovete innammorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l'allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa?
Fammi vedere gli appunti che mi son scordato!
Questo è quello che dovete fare!
Non son riuscito a leggerli!
Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il
dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi
preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto!
Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia.
E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh... buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua... Oh! È da distesi che si vede il cielo!
Guarda che bellezza, perchè non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola... "muro"! "Muro" non ti dà retta... non usatela più per 8 anni, così impara!
Che è questo? Boh! Non lo so!
Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!
Forza cancellate tutto. Che dobbiamo cominciare, la lezione è finita.
Ciao ragazzi, ci vediamo mercoledì... giovedì."
("La tigre e la neve" - 2005)

venerdì 13 luglio 2007

ascolto, presenza


La cultura del suono, dell’immagine e del cinema è ormai parte integrante della realtà quotidiana, così come non esiste quasi forma di comunicazione evoluta che non faccia uso dell’immagine legata ad uno specifico suono che sottolinea o richiama ad una certa situazione.....

giovedì 28 giugno 2007

l'attimo giusto...

All’università; tutti i miei appunti sono sul tavolo e mi trovo in una sala lettura, apparentemente isolata… vivo nel silenzio dei miei pensieri, ma mi circonda il caos: studenti che entrano ed escono dalla sala, persone che si parlano sussurrando, soffocando la mia concentrazione (è come se sentissi 1000 voci, tutte attorno a me, che parlano piano, infastidendomi, distraendo il mio studio), ragazzi che spostandosi con la sedia fanno rimbombare nelle mie orecchie il frastuono prodotto...
Leggo il testo del libro che ho sotto gli occhi, ma non capisco, non sono attenta, i miei pensieri sono altrove…. Cerco di tornare in me, rileggo nuovamente la stessa frase, ma ancora non lo faccio con attenzione; la rileggo un’altra volta, chiudendo le orecchie, cercando di leggerla a voce bassa, ma ancora non capisco.
Mi fermo, ripensando che domani ho l’esame: sono agitata, preoccupata e con gli occhi lucidi inizio a cercare il telefonino in borsa ed esco in cortile per fare una telefonata liberatoria…, non sò ancora a chi, ma sò solo che ho bisogno di sfogarmi con qualcuno. Esco, guardo il telefonino: in quei pochi secondi sembra trascorrere un eternità. Iniziano ad affiorarmi in testa le immagini delle persone a me care a cui poter telefonare, in coscienza del fatto che nessuna di loro mi avrebbe potuto aiutare.
Domani dovevo sostenere un importante esame ed ancora non avevo finito di studiare.
[…immagine di me, stupita, preoccupata, presa dal panico, che con un dito evidenzio i miei riferimenti all’interno di una lista di studenti chiamati ad effettuare l’esame in una data di appello anticipata…]
Cerco di ritrovare la calma, vado alla macchinetta del caffè e mi prendo un cappuccino, da gustare, fuori, nel giardino, in compagnia dell’ultimo sole che ancora riscalda, mi riscalda prima di tornare alla sala lettura, ai miei studi… In quel momento arriva un messaggio, il messaggio che avrei voluto tanto ricevere, in grado di sollevarmi, che inconsciamente aspettavo…
[…immagine della schermata del cellulare che visualizza il nome del mittente del messaggio per passare al primo piano sul viso che sorride, commosso, come se sapesse già che quel messaggio le avrebbe dato la carica giusta…]
Era Nadia (nome inventato), una persona importante, che non vedevo ne sentivo da tanto, ma che sapeva! Sapeva cosa avrei dovuto affrontare il giorno seguente…
[…immagine del cellulare con il testo del messaggio…]
“Non mollare! Ce la farai!”

manuela

Il discorso è questo, l'altra sera in uno dei miei tour notturni passavo
lungo l'Adige. Lui c'è da sempre, ancora da prima di Trento,
della nostra città.
E va.
Mi fermo e con gli occhi fissi sul riflesso dei lampioni vedo questa semplice storia legata all'incontro col fiume.

Notte. Pioggia.
Seduta sui gradini. Alle spalle una massiccia porta in legno.
Impeccabile nel vestito, negli accessori, nell'elegante acconciatura.
La porta separa lo sguardo fisso su ciò che è rimasto nel calice fra le mie mani dalla musica, dai brindisi tintinnanti e dalle felicità di plastica.
La voragine cresce, senso di vuoto.
Bisogno di andare, lontano. Cammino.
Da dietro i tacchi alti. La borsetta scandisce il passo.
Piove, su di me e sui vicoli bui.
Da davanti il trucco cola, lacrime di pioggia.
Torno io.
Incessante la pioggia, incessante il passo.
Incontro il fiume che da sempre scorre senza mai tornare indietro.
I tacchi affondano nella terra fradicia.
Lui scorre. Lo seguo, voglio rinascere.

Idea così, balenata in testa in una di quelle notti in cui vagabondare,
quando tutti dormono, mi fa sentire in un limbo,
dimensione in cui assaporo al meglio il silenzio della città,
mentre la mia mente vola o resta completamente ferma.
Semplice, banale, sicuramente 'già vista', ma sono certa che nella vita,
quando il buio oscura i tuoi sorrisi e s'impadronisce dell'anima,
basta solo riconoscere il potere di un fiume che da sempre scorre
per far riaffiorare uno scampolo di speranza
dalle briciole di ottimismo divorato dal dolore.

serena

lunedì 25 giugno 2007

tutto è in costruzione

Tutto è sempre in costruzione, non è mai terminato il lavoro della mente, il flusso delle idee è come un insieme di assi o tronchi fluttuanti su qualche fiume canadese che muove ricordi apparentemente inutili allo sguardo di oggi, mentre così importanti e fondativi apparivano ieri. Tutto è sempre in movimento, un’apertura che si fa poi chiusura e rimbalza sul dettaglio di un riflesso che illumina una parte dello spazio, il fumo del camino conduce in basso al fuoco che riverbera di scintille e calore, ma anche di movenze umane intorno ad una pentola di rame nella quale cuoce una minestra di carote rotonde galleggianti come abbozzi di fantasie da capire, da cogliere, da sciogliere, che se le guardi da vicino nel loro arancione intravedi venature che si dipartono come da un tronco che mostra così gli anelli dei suoi anni, solo che le carote sono lì a macerare e spandono profumi di brodi antichi, e lievi ombre di tocchi di mani muovono il mestolo, aggiungono il sale. Tutto è sempre in costruzione, non è mai fermo in nessuna geologia del possibile, tutto è come un mare che si fa e si rifa di onde e spumeggiamenti cadenzati e differenti ogni volta che giungono ad accarezzare le spiagge, sulle quali il nostro occhio è goccia d’acqua che osserva il filo di schiuma di questo mare da lontano. (anonimo)

INFO

Centro Teatro del Comune di Trento
Progetto Politiche Giovanili
Via degli Olmi, 24 38100 Trento
Tel: 0461-934888

e-mail: progettofilmato@yahoo.it
compagnieteatraliunite@yahoo.it